Mirabilmente resa dai piani tonali, struggente nei contrasti tra le frivolezze e la passione e gli spasimi mortali, la storia, grazie soprattutto alla bella voce della convincente Claudia Pavone, mantiene la forza e la suggestione di una vicenda dove l’amore, grande protagonista, è eternamente “croce e delizia dell’universo intero”.

Anna Di Mauro ∙ In scena online ∙ 22 Marzo 2018

Claudia Pavone ha una eleganza di tratto e una duttilità canora perfettamente confacenti alla figura romantica, appassionata e liricamente ispirata della Violetta verdiana. Il suo canto è melodicamente levigato con punte di phatos, lirico e sentimentale, veramente toccanti.

Sergio Sciacca ∙ La Sicilia ∙ 22 Marzo 2018

Teatro sold out e palchi gremiti non soltanto per la prima, ma anche per la replica del 17 marzo che, all’apertura del sipario, ha mostrato sul centro della scena la protagonista, Claudia Pavone, che sin dalle prime battute si è guadagnata il titolo di miglior voce e presenza scenica di tutto lo spettacolo, applauditissima durante tutti e tre li atti…. Standing ovation per la Violetta di Claudia Pavone.

Giorgia Landolfo ∙ Catania Today ∙ 19 Marzo 2018

Brava Claudia Pavone nel tratteggiare una Gilda fragile, ma non remissiva. Bellissima la voce, limpida, cristallina, che si eleva nella zona superiore con straordinaria naturalezza; notevole la cura delle dinamiche, le mezze voci risultano solide e piene, il legato davvero curato.

Simone Manfredini ∙ OperaClick ∙ 25 gennaio 2018

Vincitori sotto il profilo vocale sono sicuramente Francesco Landolfi nel ruolo eponimo e Claudia Pavone come Gilda…La Pavone è una gilda convincente, dalla grande padronanza delle sfumature (Gualtier Maldè) e capace di far commuovere anche grazie ad una recitazione accorta e trascinante. Il timbro è buono per il ruolo e la sintonia con il padre le fa meritare accorate approvazioni nei duetti.

Paolo T.Fiume ∙ I teatridellest e non solo ∙ 4 gennaio 2018

Claudia Pavone, a un anno dall’ottima Traviata sempre targata OperaLombardia, si riconferma vocalista di pregio e artista sensibile. La sua è una prova in crescendo… La sua Gilda appare già dal secondo atto ferma e volitiva nell’interpretazione come nella vocalità. “Tutte le feste al tempio” è cesellata con cura e seguita da un “Vendetta tremenda vendetta” siglato da uno svettante mi bemolle, mentre in conclusione dell’opera, i pestiferi si bemolle in pianissimo che costellano “Lassù in cielo” sono un modello di purezza e intonazione.

Andrea Dellabianca ∙ Connessi all'Opera ∙ 6 novembre 2017

Claudia Pavone è una protagonista completa, che nel primo atto pare presentarsi come l'ennesima Violetta dalla voce lirico-leggera ben estesa in alto e che darà il meglio di sé nella cabaletta. Difatti le agilità sono piuttosto ben sgranate e il Sempre libera è coronato dal Mi bemolle di tradizione... Ma il soprano conquista ulteriormente e più incisivamente la scena nei successivi due atti. Figura giovane, gradevole al pari del colore vocale, di impasto chiaro e dolce, trova i giusti accenti per rendere il crescendo drammatico del personaggio, sia nel colloquio con Germont, che nel finale secondo (concertato con maestria da Rolli e con il Coro in uno dei suoi non rari momenti di grazia) oltre che in un Addio del passato ben cesellato.

Fabrizio Moschini Firenze ∙ Operaclick ∙ 21 giugno 2017

Nel cast spicca subito la prova di Claudia Pavone, la quale debutta a Firenze dopo essersi fatta notare proprio come Violetta Valéry nell’allestimento di Alice Rohrwacher che ha girato i teatri lombardi ed emiliani lo scorso autunno. Pur incominciando l’opera un po’ di rimessa, già al Brindisi inizia a fugare qualunque dubbio sfoggiando una linea salda e omogenea e un caleidoscopio di colori con cui riesce a giocare in modo invidiabile. Questo, unito a un fraseggio curatissimo, le permette di costruire un personaggio a tutto tondo, dalle mille sfumature. Emerge una protagonista giovane e irruenta che si consuma e viene consumata senza volerlo, in una lotta disperata contro il mondo che la circonda: esemplare in tal senso l’atto finale, in particolare in “Gran Dio, morir sì giovine”, in cui ogni parola è l’ultimo disperato tentativo di rimanere attaccata alla vita. Il soprano riesce inoltre a emergere – al di fuori delle arie famose, eseguite comunque con garbo, musicalità e sapienza – riempiendo quelle frasi di passaggio che spesso vanno perse come “Non gradireste ora le danze?” che è ricolma, ad esempio, di una frivolezza tutta esteriore che poche volte si sente.

Filippo Antichi ∙ Connessi all'Opera ∙ 18 giugno 2017

Protagonista della recita a cui abbiamo assistito è Claudia Pavone, una Violetta molto a suo agio nella prima parte poiché dotata di voce fresca e discretamente agile, che poi acquista man mano anche spessore drammatico col susseguirsi degli eventi, senza appesantire i suoni e conservamdo comunque una certa ingenuità nei modi e nel canto pur nella tragedia.

Maria Teresa Giovagnoli ∙ mtg lirica ∙ 19 dicembre 2016

Nei panni di Violetta Valery si alternavano Mihaela Marcu e Claudia Pavone, quest'ultima impegnata nella recita pomeridiana dell'8 dicembre (turno B) al Ponchielli dopo la buona accoglienza riscossa al debutto nel ruolo nei teatri emiliani. Disinvolta nella recitazione, dimostra di saper gestire pienamente il personaggio dal punto di vista sia scenico sia vocale, consapevole dei propri mezzi artistici, promettenti ma ancora in maturazione. Dotata di voce morbida, è stata capace di affrontare le agilità e le difficoltà sparse nella partitura.

Federica Fanizza ∙ Apemusicale ∙ 12 dicembre 2016

Claudia Pavone, che debutta il ruolo di Violetta proprio in questa produzione, è un’eccellente protagonista. Dotata di un’agile voce di schietto soprano lirico leggero, dal timbro limpido come il cristallo, la Pavone canta la parte con una tale naturalezza da lasciare quasi increduli….La vocalità squillante, l’emissione libera e omogenea, la dizione chiarissima a tutte le altezze, sono elementi che concorrono alla definizione di una prova di assoluto rilievo. Il soprano non lesina nemmeno sulle dinamiche: l’alternanza forte/piano, piano/forte dei si bemolle in corrispondenza dei “gioìr” nella prima aria, o il sostegno dei lunghi la naturali in pianissimo nell'”Addio del passato” ne sono preclari esempi.

Andrea della Bianca ∙ Connessi all'Opera ∙ 10 dicembre 2016

In riferimento alla mia prima Traviata, diretta dal grande M° Muti in forma di concerto 3 agosto 2016 ….su tutti splende la voce di Claudia Pavone, Violetta morbida ed omogenea, senza sbavature e dalla dizione quasi impeccabile, merce molto rara tra i cantanti d’oggi, al punto che non si vorrebbe smettere di ascoltarla mai tanta bellezza spande.

Ravennadintorni ∙ 10 agosto 2016

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